Era un po’ che non mi capitava di apprezzare così tanto un film, come mi è capitato ieri sera con The Good Shepherd (L’ombra del potere in italiano).
Intanto, gli applausi a Robert De Niro per una regia pulita, impeccabile e senza fronzoli inutili. Non mi aspettavo certo che fosse lui il regista (avendo anche una parte nel film), quindi un po’ di piacevole stupore alla vista dei credits.
Un’ottima fotografia e una eccellente colonna sonora rendono il film ancora più affascinante, supportando bene la trama senza però distoglierne alcuna attenzione.
La storia, piuttosto semplice, narra gli antefatti della nascita del dipartimento di controspionaggio di C.I.A.*, con tutti gli intrighi della vita del futuro direttore. Priva di violenze inutili e sparatorie ridondanti, ritrova un ritmo quasi classico e rilassante, senza però pregiudicare i numerosi colpi di scena! Citando De Niro, “it was a gentleman’s game”.
Infine, i complimenti al cast stellare: Matt Damon, Angelina Jolie, William Hurt, Alec Baldwin, Robert De Niro, Joe Pesci, e John Turturro. Ma cito solo i più famosi, perché davvero ho trovato che la recitazione sia stata tenuta a livelli altissimi da tutti, anche dalle comparse.
Se ne avete occasione, non perdetevelo.
*citazione dal film – R. Hayes: «Qualcuno mi ha chiesto perché, quando parliamo di C.I.A., non diciamo ‘la’ C.I.A., e gli ho risposto: “Non diciamo ‘il’ quando parliamo di Dio.»
PS R. Hayes è ispirato a George H. W. Bush (senior), presidente di C.I.A. dal 1976 al 1977, e membro di Skull and Bones, setta segreta filo-massonica di Yale (dove si sono laureati sia Bush padre che figlio, senza dimenticare entrambi i nonni).