nuvolepensierose

No Country For Old Men

Giovedì 31 Luglio, 2008 · Lascia un Commento

Un’altra coincidenza del fato. E questa, come tante altre, mi fa ridere¹.

Ma essendo che mi tocca da vicino, mi fa anche intristire e riflettere.

L’altra sera mi stavo rilassando guardando No Country For Old Men (bellissimo film! però se non avete lo stomaco per la violenza, lasciate perdere) e, neanche il tempo di finire di guardarlo, che ricevo una telefonata da mio zio.

Il primo pensiero, mentre mettevo in pausa e raggiungevo il cellulare, è stato: “Guai in arrivo.”

nuvolepensierose: Pronto?
ziodinuvolepensierose: Ciao, come stai?
np: Ciao, tutto bene e tu?
zdnp: Bene, se non fosse che han ricoverato tua nonna.
np: Cosa?!?
zdnp: Sì, ha avuto un’altra ischemia e adesso è ricoverata in Neurologia.
np: Come sta?
zdnp: Non bene. È peggiorata, e adesso non riesce quasi più a parlare.
np: …
zdnp: Ed è afagica: non riesce più a bere e mangiare.
np: …
zdnp: Pertanto devono darle cibi frullati e acque gelatinizzate.
np: Capisco. Domani dopo l’ufficio vengo a trovarla.
zdnp: Ok.
np: Ciao, buona serata.
zdnp: Ciao, altrettanto.

Il giorno dopo sono andato da lei come prima cosa appena uscito dall’ufficio.

Era contenta come una pasqua della visita inaspettata, e dopo cinque minuti voleva già mandarmi a casa, così sarebbe stata tranquilla che avrei mangiato ad un’ora decente. Incredibile!

Per fortuna, queste ischemie non l’hanno spedita nel limbo dei dementi però è pur vero che non è lucida come prima: in più occasioni mi ha detto di salutare la mamma, e una volta anche papà. Non è stato facile far finta di nulla: fa un’effetto molto strano sentirsi dire di salutare persone morte.

È già il terzo attacco di quest’anno e credo che non sopravvivrà al prossimo. Spero vivamente il contrario, ma i fatti sono oggettivi e non soggettivi.

Ora, quello che mi fa arrabbiare e riflettere sono tutti quei comportamenti pregressi ed attuali nei confronti di questa splendida donna, di origini nobili e possidente del sud, prima madre e poi nonna orgogliosa di una genìa a volte maledetta ed incompresa, ma comunque sangue del mio sangue.

Sono circa dieci anni o giù di lì che dico e ripeto che la soluzione ideale sarebbe stata quella di ricoverarla in una casa di riposo sin da subito, così avrebbe avuto tutta una serie di complicazioni in meno, nonchè la compagnia che le mancava tanto dalla morte del nonno (più di vent’anni fa). E invece i miei zii (suoi figli!), vuoi per pigrizia, vuoi per disinteresse, se ne sono sempre fregati o accettavano la situazione senza fare alcuno sforzo per migliorarla.

Mio padre non avrebbe mai permesso una situazione del genere e mia madre si sbatteva comunque a dispetto dell’atavica antipatia tra la madre e la moglie degli uomini, e non per interesse. Semplicemente per rispetto.

Purtroppo mi sono ritrovato invischiato in una situazione in cui rispetto, anzianità e potere economico mi mettevano in secondo piano, quindi potevo solo parlare o tacere. Ho parlato tanto e non è servito a molto: solo la settimana scorsa ha accettato l’ipotesi di trasferirsi in una casa di riposo.

Forse è troppo tardi, ma comunque la verità è che i “profeti” spesso predicano al vento.

E lei, troppo orgogliosa per accettare il consiglio dell’unica persona che cantava fuori dal coro, si è lasciata trascinare in questo vortice di solitudine e abbandono disinteressato.

Che tristezza.

E in me sorge la rabbia per questo generale disinteresse verso i vecchi da parte dei figli e anche da parte dello Stato, che potrebbe fare molto di più per la dignita di queste persone, un tempo giovani, forti e produttrici.

Proprio come me.

E qui nasce la provocazione, già maturata in precocissima età e ribadita alla luce di questi eventi.

Let me burn as bright as a meteor, and not wane as slowly as a candle.

¹ Shantaram, Gregory David Roberts

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